Museo di Storia
Contadina
           
 
La terra
Il territorio di Fontanabona, come appare nella mappa del Catasto napoleonico-austriaco (1808-1844), è parcellizzato in diverse tipologie colturali, che rispondevano anche all’andamento collinare. Terreni a seminativo nudo (la rotazione delle colture era allora di due anni a frumento e quattro/cinque a mais), limitato da gelsi o arborato vitato; zone lasciate a prato, a zerbo, a pascolo in piccola parte collettivo. Dei boschi che anticamente occupavano tutto il territorio, erosi via via per la necessità di terra da coltivare, rimanevano il grande bosco del Mantica e altri tratti che seguivano il corso del Cormòr, più boschette, siepi e filari di gelsi. Esclusivo di Fontanabona, nel territorio di Pagnacco, era il bosco ceduo forte, di latifoglie destinate al taglio periodico, decennale per la parte a brucio e di quarant’anni per il legname d’opera. Oggi è ancora possibile rintracciare, sul terreno, segni di quel paesaggio agrario.
   
gli oggetti